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	<title>News &#8211; Trekking Alpi</title>
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	<description>Escursioni, trekking e didattica naturalistica nelle Alpi Occidentali</description>
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	<title>News &#8211; Trekking Alpi</title>
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		<title>Trekking e fotografia</title>
		<link>https://www.trekking-alpi.it/blog/trekking-e-fotografia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Cayre]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2014 06:08:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Trekking e fotografia sono due attività che si sposano benissimo. Prendersi una pausa dal cammino per scattare una foto può esser sia una passione che una bella scusa. Tanto vale, a questo punto scattare delle foto che valga la pena siano ricordate! Siete appassionati fotografi, ma vi manca l’ispirazione? O volete avere qualche nuovo spunto ... <a title="Trekking e fotografia" class="read-more" href="https://www.trekking-alpi.it/blog/trekking-e-fotografia/" aria-label="More on Trekking e fotografia">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Trekking e fotografia sono due attività che si sposano benissimo. Prendersi una pausa dal cammino per scattare una foto può esser sia una passione che una bella scusa. Tanto vale, a questo punto scattare delle foto che valga la pena siano ricordate! Siete appassionati fotografi, ma vi manca l’ispirazione? O volete avere qualche nuovo spunto e punto di vista? Allora questa è l’attività che fa per voi. Vi offriamo uno splendido trekking, semplice ed adatto a tutti, sulle Alpi piemontesi con una particolare attenzione alla fotografia. Splendidi panorami e viste mozzafiato, e soprattutto un fotografo appassionato delle sue montagne che saprà farvi scoprire angoli nascosti e panorami incredibili, fotografie al chiar di luna e al sorgere del sole, prospettive della città del tutto fuori dal comune e vedute su valli incontaminate. Fatevi un giro sul <a href="http://worldspaths.com/" rel="nofollow noopener" target="_blank">blog</a> di Attilio: le sue foto di montagna sono davvero incredibili. Con qualche piccolo consiglio e la sua passione saprà trasmettervi gli elementi necessari per scattare foto indimenticabili dei vostri ricordi sulle Alpi e non solo.</p>
<p>Ecco il <a href="https://www.trekking-alpi.it/blog/tredici-laghi/">link</a> dell&#8217;escursione fotografica che pubblico su trekking alps: chiedete pure anche per avere consigli sui luoghi più spettacolari e &#8220;fotografici&#8221;! Qualsiasi interazione è benvenuta!</p>

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		<title>Snowboard che passione: montagna da godere</title>
		<link>https://www.trekking-alpi.it/blog/snowboard-passione-montagna-da-godere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Cayre]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2014 01:04:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo Snowboard ha avvicinato tante persone alla montagna. Non solo sulle alpi ma in qualsiasi montagna del mondo. Il perchè è presto detto: non mi viene in mente di nulla di più ludico e godurioso. Galleggiare nella neve fresca, con maestosi panorami e l&#8217;adrenalina di discese mozzafiato&#8230; beh, ti va quasi pensare: &#8220;ma cosa ho ... <a title="Snowboard che passione: montagna da godere" class="read-more" href="https://www.trekking-alpi.it/blog/snowboard-passione-montagna-da-godere/" aria-label="More on Snowboard che passione: montagna da godere">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo Snowboard ha avvicinato tante persone alla montagna. Non solo sulle alpi ma in qualsiasi montagna del mondo. Il perchè è presto detto: non mi viene in mente di nulla di più ludico e godurioso. Galleggiare nella neve fresca, con maestosi panorami e l&#8217;adrenalina di discese mozzafiato&#8230; beh, ti va quasi pensare: &#8220;ma cosa ho fatto per meritarmi questo?&#8221;</p>
<p>Abbiamo la fortuna di poter addirittura viaggiare sciando. Sia attraverso la Via Lattea, info al Monginevro, o nelle alpi valdostane, le alpi francesi oal confine svizzero.  Una componente di scoperta fantastica che aggiunge un nonsochè all&#8217;inverno che sarebbe così buio e avido di emozioni. C&#8217;è a chi piace saltare, fare evoluzioni. Altri amano il brivido della velocità: Personalmente non c&#8217;è niente di paragoniabile al free ride. Cavalcate in neve fresca che emozionano al solo pensarci.</p>
<p>Se proprio diventate bravi bravi bravi bravi&#8230; Potete provare metter tutto insieme e fare cose simili a quelle che fa Xavier:</p>
<p>[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=VpBkI4etfQI[/youtube]</p>
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		<title>Torino è casa mia</title>
		<link>https://www.trekking-alpi.it/blog/torino-e-casa-mia-montagna-alpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Cayre]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Feb 2014 05:43:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alpi]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[“Torino è casa mia” l’ha detto Culicchia, ma lo penso anche io perché non è una città come un’altra, non solo per le alpi che la circondano. La si detesta per lo smog, qualcuno la ama per la Juve, e ci viene apposta per vederla sempre vincere, ma la si rimpiange quando vivendo all’estero, ci ... <a title="Torino è casa mia" class="read-more" href="https://www.trekking-alpi.it/blog/torino-e-casa-mia-montagna-alpi/" aria-label="More on Torino è casa mia">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Torino è casa mia” l’ha detto Culicchia, ma lo penso anche io perché non è una città come un’altra, non solo per le alpi che la circondano. La si detesta per lo smog, qualcuno la ama per la Juve, e ci viene apposta per vederla sempre vincere, ma la si rimpiange quando vivendo all’estero, ci si perde la sua vita esplosiva culturale, che germoglia sotto vari nomi e forme.  Per molti italiani e stranieri, continua a essere una città industriale, perché la Fiat, ma anche il Lingotto, in passato hanno dato lavoro a quegli operai arrivati in treno dal Meridione e dal Nord-est non ancora baciato dal Miracolo.</p>
<p>A proposito dei migranti, i torinesi si lamentano che “dalla stazione di Porta Nuova,  sono arrivati in troppi, prima tutti quei siciliani, poi tutti quei calabresi, i napoletani, i pugliesi, i marocchini, i tunisini, gli algerini,i senegalesi, i nigeriani, i cinesi, gli albanesi, i rumeni, Il bello però è che nel corso del tempo, seppure a fatica, anche i nuovi arrivati hanno cominciato a sentirsi un po’ torinesi: e così i siciliani, si sono a loro volta lamentati con i calabresi e poi per tutti  gli arrivati dopo di loro. Quanto ai rumeni aspettano con ansia che a Torino si decida a emigrare qualcun altro perché loro come ultimi arrivati, non sanno con chi prendersela”.(pag,26, Culicchia, Torino è casa mia)</p>
<p>[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=xbSySHzkHeA[/youtube]</p>
<p>Di recente i vecchi locali industriali sono diventati luoghi culturali, grazie anche a Renzo Piano, che he hanno favorito la trasformazione in villaggi olimpici, in pinacoteche artistiche e discoteche, come è avvenuto per il Lingotto, le OGR  e i Docks Dora, ma anche le carceri nuove ospitano concerti e mostre d’arte.</p>
<p>Notevole chicca di Torino è il Museo del Cinema, ma abbiamo anche il secondo museo egizio al mondo e i 5 km di portici che da Corso Re Umberto, quando piove, ci fanno da ombrello fino al Po e ai Murazzi. Gli amanti del teatro si possono dilettare con le opere liriche in programma al Regio, ma anche con le commedie e il teatro sperimentale al Carignano, al Gobetti, al Colosseo, al Santa Giulia di Barolo, all’Alfieri, al Vecchio teatro nuovo.</p>
<p>Sotto la Mole Antonelliana imperversano nuovi fenomeni sociali: si fanno ancora le manifestazioni,si organizzano flashmob in piazza Castello, insomma si fa della strada un nuovo palcoscenico in cui a seconda dei mesi, si alternano eventi attesissimi come Paratissima, Torino Film Festival, Cinemambiente, Il Festival internazionale del cinema omosessuale, Fringe, che fanno concorrenza a quelli più istituzionali come il Salone del Libro, del Gusto, Artissima.</p>
<p>Gli scorci di Torino sono migliaia, e ne accentuano il suo volto intellettuale; diverse sono le anime di questa città:</p>
<p>c’è la Torino-bene che frequenta piazza Vittorio Veneto, uno dei tre poli per l’aperitivo in città, ma rivela anche un’anima alternativa che si veste da hypster, e bazzica intorno al Palazzo Nuovo; c’è poi un’anima multietnica, che è più visibile nel quartiere di S.Salvario, pullulante di circoli Arci, cinema d’essai e librerie aperte anche di sera, in cui si può applaudire qualche scrittore o poeta alzando il gomito e piluccando cous cous e tomini in cambio di un calice di vino sfuso; c’è un’anima vintage, retrò che reindossa bretelle e pois, che rivisita il ballo swing degli anni Trenta, emulando un po’ il gusto per il revival parigino; c’è la Torino truzza, che va ancora in discoteca, e balla house a palla; e poi ci sono i cabinotti, che si mimetizzano anche tra i colleghi d’ufficio e che magari si incrociano in qualche baruccio del Quadrilatero Romano sempre per l’apericena.</p>
<p>A Torino quando si è stressati si può andare all’hammam di via Fiochetto e alle Terme di Corso Vittorio e di via Porta Palatina.Oppure al Parco del Valentino a fare una passeggiata mentre in riva al Po vogano i canottieri.</p>
<p>Il sabato mattina ogni tanto si va al Balon, vicino a Porta Palazzo, dove volendo si può imparare sia l’arabo che il cinese dai venditori e negozianti; diretti a Borgo Dora, molti torinesi si fermano in piazza della Consolata per fare colazione al Bicerin; le madamine invece preferiscono mercati più rinomati, come la Crocetta e S.Rita-</p>
<p>A Torino gli universitari vanno al Poli o a Palazzo Nuovo, e si muovono in Tobike, e nel week end, se possono, tornano a casa da mamma e papà.</p>
<p>Solo qualcuno si ritira in montagna, per godersi la neve d’inverno, per arrampicare su una parete vera, e  per concedersi  un trekking al sole in una delle valli delle nostre bellissime Alpi, e finalmente respirare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Camminare, fonte di meditazione</title>
		<link>https://www.trekking-alpi.it/blog/camminare-meditazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Cayre]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Feb 2014 07:16:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[camminare]]></category>
		<category><![CDATA[meditazione]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
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					<description><![CDATA[Camminare. Camminare non è solo un semplice spostarsi da un luogo ad un altro. O meglio. Può non esser solo quello. Che sia un trekking, una passeggiata verso il supermercato o una corsa nel bosco, la camminata può essere un viaggio in noi stessi. Chi ha provato a camminare in montagna lo sa.  Dopo 10 ... <a title="Camminare, fonte di meditazione" class="read-more" href="https://www.trekking-alpi.it/blog/camminare-meditazione/" aria-label="More on Camminare, fonte di meditazione">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Camminare. Camminare non è solo un semplice spostarsi da un luogo ad un altro. O meglio. Può non esser solo quello. Che sia un trekking, una passeggiata verso il supermercato o una corsa nel bosco, la camminata può essere un viaggio in noi stessi. Chi ha provato a camminare in montagna lo sa.  Dopo 10 minuti il nostro corpo, desueto allo sforzo del cammino, ci chiede di fermarsi. Eppure lo sforzo camminativo è solo questione di abitudine: se ci si sforza di continuare, il corpo smette di lamentarsi e, dopo un po&#8217;,  parte il viaggio interiore.  Si smette di pensare, ci si concentra sul presente. Un presente attivo, non banale, faticoso, ma un presente vivo che richiede ma che ragala anche. La mente viaggia per territori diversi, paralleli alla realtà che scorre passo dopo passo.</p>
<p>Solvitur Ambulando è un proverbio latino che si può tradurre come Camminando si risolve. Quest&#8217;anno trekking alps ha preso questo detto come suo motto. Quando lo stress di tutti i giorni vi attanaglia fatevi un giro. Il contatto con la natura è una medicina fantastica che sa curare anche il più infido dei mali. E&#8217; però importante avere il tempo di apprezzare. Di ascoltare madre natura. Il vento, la pioggia, il sole, qualisiasi manifestazione essa abbia, ascoltatela camminando. Scoprireta che non serve andare a yoga, salire in himalaya o andare in un monastero per sviluppare la spiritualià. Basta sentirsi vivi. Dove sentire è la parola chiave. E per sentire basta un piccolo stimolo, un contatto con l&#8217;esterno che parte da un azione semplice. Come camminare.</p>
<p>[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=ZDR3mwVXnro[/youtube]</p>
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		<title>Montagna ed arte antica di Alberto Bonaudo</title>
		<link>https://www.trekking-alpi.it/blog/montagna-arte-antica-artigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Cayre]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2014 06:22:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alberto]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[case alpine]]></category>
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					<description><![CDATA[Le case antiche di montagna, per il loro carattere, per il loro aspetto, volume e colore, per i materiali con cui sono costruite e per il giusto collocamento nell&#8217;ambiente, sono belle. Nate per consentire la vita nelle montagne, non si sono sovrapposte al paesaggio, ma vi si sono inserite con perfetta misura. Esse nascono dall’ambiente, ... <a title="Montagna ed arte antica di Alberto Bonaudo" class="read-more" href="https://www.trekking-alpi.it/blog/montagna-arte-antica-artigianato/" aria-label="More on Montagna ed arte antica di Alberto Bonaudo">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le case antiche di montagna, per il loro carattere, per il loro aspetto, volume e colore, per i materiali con cui sono costruite e per il giusto collocamento nell&#8217;ambiente, sono belle. Nate per consentire la vita nelle montagne, non si sono sovrapposte al paesaggio, ma vi si sono inserite con perfetta misura. Esse nascono dall’ambiente, ne usano i materiali, seguono un disegno che ha subito un lungo processo di adattamento alle condizioni climatiche, alle esigenze dell’uomo e dell’ambiente stesso. Così queste costruzioni si fondono con il paesaggio diventandone parte integrante, unendo insieme elementi dell’uomo e della natura.</p>
<p>Con queste poche righe ho voluto introdurre lo spirito che mi ha portato a sviluppare un hobby, la costruzione di piccoli villaggi alpini, legato strettamente alla mia passione primaria, quella di percorrere le montagne di casa, dall&#8217;alto Canavese alla Valle d&#8217;Aosta, osservando non solo le bellezze naturali ma anche quelle create dall&#8217;uomo nel corso degli anni. Tutto incominciò alcuni anni fa, mentre mi trovavo sul colle Lex Blanche in alta valle di La Thuile, gettando gli occhi a terra scorsi delle belle scaglie di pietra perfettamente levigata e ne misi una manciata in tasca, pensando che magari avrei potuto costruire qualcosa per abbellire il presepe di casa.<br />
Da allora dopo aver costruito la prima baita, iniziai a documentarmi e a inoltrarmi nel mondo dell’architettura alpina, affinando sempre di più la tecnica di costruzione fino ad arrivare alla costruzione dei primi villaggi.<br />
La costruzione di questi piccoli villaggi alpini in scala 1:100 viene eseguita rispettando le tecniche di costruzione e originali, anche i materiali utilizzati sono esattamente quelli della realtà, nient’altro che pietra e legno.<br />
Le mie opere non sono quasi mai delle copie di manufatti esistenti, ma sono frutto della mia immaginazione, pur mantenendo intatta la tipicità della costruzione.<br />
Attualmente le mie opere attualmente sono visibili nella mia pagina <a href="http://www.facebook.com/pages/La-Petite-Maison/123214654523114?ref=hl" target="_blank" rel="noopener">Facebook</a></p>
<p>Alberto Bonaudo</p>

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		<item>
		<title>Kilian Jornet Monte Bianco e Cervino a tempo record</title>
		<link>https://www.trekking-alpi.it/blog/kilian-jornet-monte-bianco-e-cervino-a-tempo-record/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Cayre]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2013 14:49:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alpi]]></category>
		<category><![CDATA[cervino]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Per chi non ne avesse ancora sentito parlare, vorrei citare un uomo che sta battendo tutti i record dello sky-running in montagna.  La disciplina della corsa in quota è ad oggi dominata da Kilian Jornet, un catalano di 26 anni che fa alzare l’asticella del possibile. Quest’anno le due imprese di maggior prestigio dell’atleta spagnolo ... <a title="Kilian Jornet Monte Bianco e Cervino a tempo record" class="read-more" href="https://www.trekking-alpi.it/blog/kilian-jornet-monte-bianco-e-cervino-a-tempo-record/" aria-label="More on Kilian Jornet Monte Bianco e Cervino a tempo record">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi non ne avesse ancora sentito parlare, vorrei citare un uomo che sta battendo tutti i record dello sky-running in montagna.  La disciplina della corsa in quota è ad oggi dominata da Kilian Jornet, un catalano di 26 anni che fa alzare l’asticella del possibile. Quest’anno le due imprese di maggior prestigio dell’atleta spagnolo sono state la cresta dell’innominata del Monte Bianco e l’ascensione del Cervino: due  scalate che normalmente si affrontano accompagnati da guide alpine.</p>
<p>Kilian riesce a correre dove persino i più esperti alpinisti a fatica arrancano. E stiamo parlando di luoghi dove solo chi dedica la sua vita alla montagna riesce ad approcciare, e non di semplici escursioni(tanto care a noi di trekking alps). Il Cervino, che per qualsiasi alpinista rappresenta un traguardo di tutto rispetto,  è stata una “passeggiata” per Kilian: 2h e 52 min per salire e scendere. Le immagini rendono meglio di qualsiasi numero, specialmente per i non conoscitori di queste vette.  Il Cervino si trova al confine delle alpi svizzere e italiane ed è forse la montagna simbolo delle alpi.</p>
<p>[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=vAeHysSVMUk[/youtube]</p>
<p>Stesso discorso per il Monte Bianco. La cresta dell’innominata è un escursione veramente durissima. Scala D+ (più che difficile) che nelle relazioni di siti specializzati(parliamo di patiti della montagna  guide alpine ed affini) viene data per fattibile in due giorni: primo giorno 7-9h per 2280 per poi altre 7h il giorno dell’attacco alla vetta. Bene Kilian è in grado di aggredire questa cresta in meno di 9 ore. Del tutto pazzesco!<br />
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=SV0j0_8Rfpk[/youtube]</p>
<p>Del tutto insensato! Noi di trekking alpi preferiamo escursioni contemplative nella natura anche se nutriamo un gran rispetto per questo ragazzo che tra l&#8217;altro è anche simpatico!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alpi meravigliose &#8211; Giro del Monviso e Gran Paradiso Trekking</title>
		<link>https://www.trekking-alpi.it/blog/giro-del-monviso-gran-paradiso-alpi-guida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Cayre]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Aug 2013 08:57:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alpi occidentali]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni alpi]]></category>
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					<description><![CDATA[In questo periodo le montagne sono ancor più splendide del solito. L&#8217;aria frizzante che ho potuto godere come guida escursionistica in questa settimana di Giro del Monviso e di scorribande nel trekking nel Parco del Gran Paradiso mi ha dato delle emozioni indescivibili. Di libertà. Di vita. Emozioni eccezionali che sono riuscito a vivere con ... <a title="Alpi meravigliose &#8211; Giro del Monviso e Gran Paradiso Trekking" class="read-more" href="https://www.trekking-alpi.it/blog/giro-del-monviso-gran-paradiso-alpi-guida/" aria-label="More on Alpi meravigliose &#8211; Giro del Monviso e Gran Paradiso Trekking">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo periodo le montagne sono ancor più splendide del solito. L&#8217;aria frizzante che ho potuto godere come guida escursionistica in questa settimana di Giro del Monviso e di scorribande nel trekking nel Parco del Gran Paradiso mi ha dato delle emozioni indescivibili. Di libertà. Di vita. Emozioni eccezionali che sono riuscito a vivere con un trasporto e una gioia veramente autentiche. L&#8217;emozione &#8220;grezza&#8221;, pura, di alzarsi in quota e riaddormetarcisi dopo camminate spesso lunghe e faticose, ma sempre piene di soddisfazioni. E quando ci si guarda indietro ci si stupisce del cammino svolto. Della strada fatta, dei colli superati e delle montagne scalate. Questo post anticipa descrizioni più accurate che ho vissuto in queste settimane intense, riflettendo su larga scala su quali siano le emozioni che mi hanno regalato. Credo che questa gioia si scateni dalla semplicità delle emozioni svolte. E dalla grande &#8220;opportunità&#8221; di vivere semplicemente. Avendo tanto tempo anche per annoiarsi, per contemplare, restare scollegato. Vivendo con le persone vicine avendo il lusso di potersi dedicare a loro al 100%. Senza internet, senza cellulari ad aprire possibilità infinite che però annacquano le emozioni: viva la Natura.</p>

]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ultreya! &#8211; Pellegrinaggio sul cammino di Le Puy</title>
		<link>https://www.trekking-alpi.it/blog/ultreya-pellegrinaggio-sul-cammino-di-lepuy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Cayre]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2013 07:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cammino]]></category>
		<category><![CDATA[Le Puy]]></category>
		<category><![CDATA[memole]]></category>
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					<description><![CDATA[“Le Chemin, Personne ne peut savoir ce qu’il renferme, ce mot prestigieux, s’il n’a pris le bourdon en main  pour le suivre, le vivre,….le chemin!”    Davvero, come suggerisce questo detto,  neppur io potevo immaginarmi  il mio primo  Cammino,  se non impugnando un bastone per seguirlo, per vivermelo… Il mio primo viaggio “lento” dura  125 km, ... <a title="Ultreya! &#8211; Pellegrinaggio sul cammino di Le Puy" class="read-more" href="https://www.trekking-alpi.it/blog/ultreya-pellegrinaggio-sul-cammino-di-lepuy/" aria-label="More on Ultreya! &#8211; Pellegrinaggio sul cammino di Le Puy">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i>“Le Chemin, Personne ne peut savoir ce qu’il renferme, ce mot prestigieux, s’il n’a pris le bourdon en main  pour le suivre, le vivre,….le chemin!”    </i></p>
<p>Davvero, come suggerisce questo detto,  neppur io potevo immaginarmi  il mio primo  <strong>Cammino</strong>,  <i>se non impugnando un bastone per seguirlo, per vivermelo…</i></p>
<p>Il mio primo viaggio “lento” dura  125 km,  tocca il cuore del Parco Naturale del Quercy: Figeac , La Capelle, Thémines, Gramat, Rocamadour, Le Vigan, Salviac, Frayssenet,  lungo la variante della  Grande Route 6 , in realtà  conosciuta come  l’antica  via, verso  Saint  Jacques.</p>
<p>Per una settimana ho preso contatto con l’ambiente esterno, e scelto  di restare alle prese coi miei acciacchi da acido lattico, contratture, vesciche  e oscillazioni dell’animo, di scendere a patti con i miei limiti fisici  ed i miei bisogni primari.  A volte  ci si dimentica di quanto la Natura sia più potente di noi, ma Maestra di significati e simbologie. Inevitabilmente ci riporta alla  piccolezza di umani, ci  insegna  i vantaggi della fatica. Camminando per ore con in groppa lo  zaino contrassegnato dall’inconfondibile  <strong>conchiglia  </strong>(segno di riconoscimento nel  codice dei pellegrini), la  mente recupera quella lentezza  che le permette di respirare pur  nello stoicismo, di ricercare  piccoli- grandi obiettivi  nel  qui e ora,  di automotivarsi  e infine di abbassare le aspettative,  in genere causa di stress.</p>
<p>Molte motivazioni  spingono a intraprendere un <strong>pellegrinaggio a piedi</strong>. Per molti  diventa un viaggio religioso, spirituale in genere.  Nei <i>gite </i>(rifugi) si  incontrano spesso suore e  preti ganzissimi a timbrare l’ennesima  tappa sulla credenziale ( una specie dl passaporto del pellegrino che si richiede  anche via mail prima di partire  oppure sul posto presso l’Ufficio del Turismo di Figeac  o a Le Puy en Velais).</p>
<p>Per un’agnostica come me, invece, è stata  un’esperienza  fisica  e  introspettiva, stimolata da chi, di Cammini, era già appassionata. Si riflette tanto in mezzo agli  alberi,  a  volte  <strong>perdendosi</strong>, più volte  non si scorge il simbolo rosso e bianco per imboccare il sentiero di terra giusto; poi si ritrova  la direzione, sotto la pioggia  dopo una grandinata notturna  o con il sole, supine in  campi di grano,  fotografando papaveri, balle di fieno, ciliegi, ruderi di antichi mulini,  mucche, cavalli  e caprioli selvatici, pecore, cani randagi, gatti guardinghi, contadini cui chiedere un po’ d’acqua per placare la sete. La musica nelle orecchie è fondamentale per tenere a bada  gli umori e le difficoltà  della giornata  ed è ottima compagna del mio zigzagare tra  i pensieri  e tra una sosta e l’altra.</p>
<p>E la sera  arrivano le gratificazioni,  al gusto di galette au sarasin e  sidro di mele, che di giorno sembravano lontani miraggi….</p>
<p><i>Bon courage</i>!</p>

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		<title>Potere a parola e fantasia</title>
		<link>https://www.trekking-alpi.it/blog/potere-parola-fantasia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Cayre]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2013 08:01:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Menti erranti]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alps]]></category>
		<category><![CDATA[canyon]]></category>
		<category><![CDATA[fantasia]]></category>
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					<description><![CDATA[Juan era il più esperto. Era solito cimentarsi in avventure estreme e la montagna era il suo pane quotidiano. Da lui arriva lo stimolo e da lui tutte le attrezzature necessarie per l’escursione che stanno per affrontare. Willy aveva  ridisceso il River Boi già due anni prima. L’esperienza era stata eccitante e divertente e aveva ... <a title="Potere a parola e fantasia" class="read-more" href="https://www.trekking-alpi.it/blog/potere-parola-fantasia/" aria-label="More on Potere a parola e fantasia">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Juan era il più esperto. Era solito cimentarsi in avventure estreme e la montagna era il suo pane quotidiano. Da lui arriva lo stimolo e da lui tutte le attrezzature necessarie per l’escursione che stanno per affrontare. Willy aveva  ridisceso il River Boi già due anni prima. L’esperienza era stata eccitante e divertente e aveva proprio voglia di scrollarsi di dosso lo stress di una giornata di lavoro. Per Guglielmo invece era una novità assoluta. Per tutto l’inverno si era cimentato con l’arrampicata ma ancora aveva dei piccoli timori nella discesa in doppia e sapeva di non potersi fidare fino in fondo dei suoi infingardi amici. E i due ci marciavano su. Nel viaggio lo stuzzicavano con particolari nuovi e sempre più preoccupanti il loro fraterno amico. Il canyon è ufficialmente chiuso almeno per due ragioni: la stagione (c’è decisamente troppa acqua) e per l’ora (bisogna esser fuori per le 17) visto che sono già le 18 e i tre si stanno ancora mettendo le scomode mute per difendersi dal freddo.</p>
<p>Fatto sta che il viaggio ha inizio con una calata da una<strong> corda fissa</strong> dalla dubbia tenuta che porta i tre nella prima delle innumerevoli pozze che li porterà alla cittadina di Winserfield, 3 ore più sotto. Di colpo la stanchezza e la frustrazione di una giornata spesa davanti a farmaci numeri e computer si sfalda nel meraviglioso mondo della <strong>sopravvivenza</strong>.<br />
Calate in cascate dalla portata decisamente impressionante, salti in <strong>gorghi spumeggianti</strong> e accompagnati da  vipere acquatiche, i tre procedono baldanzosi tra risa e scherzi in questo ambiente selvatico e meraviglioso. Guglielmo è subito a suo agio e l’adrenalina e la vicinanza degli amici lo aiuta a scrollarsi di dosso i timori. Si sta divertendo come un pazzo! Si cala dalle cascate come se fosse il suo pane quotidiano e sfida l’altezza con tuffi senza remore. Willy e Juan si godono appieno i <strong>toboga</strong> che, con questa portata d’acqua decisamente abbondante, sono molto più “audaci” e divertenti. Scivoli di roccia di una decina di metri che sobbalzano verso nuove incredibili spumeggianti pozze. Non bisogna far altro che fidarsi del Dio fiume e sperare che tutto fili liscio. Così è.</p>
<p>Dopo salti nel vuoto di una decina di metri da <strong>alberi sporgenti</strong>, e dopo essersi trovati in una cavetta sotto diverse tonnellate di roccia dove l’unica uscita è quella sotto una potente cascata che li manda sott’acqua per diversi secondi, ecco che il climax raggiunge il suo culmine. Stanchi, felici e appagati dopo circa due ore di gaudio e risate estasiate si preparano all’ultima grande calata della cascata finale. Preparati forse è una parola grossa. Guglielmo si cala per primo e non gli vengono date particolari istruzioni se non “il terrazzino di roccia sarà evidente”. Dal punto di vista di Willy e Juan  è un salto nel vuoto. Solo Juan sa bene cosa c’è sotto. Ha fatto questa esperienza decine di volte senza mai stufarsi dell’ambiente primigeneo che permea le alti pareti del canyon, costellate di rari <strong>gigli arancioni</strong>. Tuttavia il suo fare tranquillo e sereno ispira tale fiducia nei suoi compagni che non si rendono conto del pertugio selvaggio in cui sono. Si affidano totalmente al loro Idiana Jones. Questa mancanza di attenzione fa si che l’ultima calata faccia andare la situazione un po’… a sud.</p>
<p>Guglielmo vede lo sperone roccioso da cui avrebbe dovuto svincolarsi dalla cascata sfilargli sulla sua destra… e viene calato ulteriormente nei gorghi di quello che è comunemente conosciuto come “<strong>tritacarne</strong>“, così detto per le due capre che ci erano incastrate e avevano reso impraticabile la pozza pochi anni prima.<br />
I due per un paio di minuti non si accorgono delle difficoltà dell’amico. Guglielmo capisce presto che non si è calato nel luogo giusto. Centinaia di litri d’acqua lo sotterrano incessantemente. La corda lo tiene legato e dal ribollire dell’acqua vari pezzi di legno scompaiono nei gorghi a pochi centimetri da lui per non apparire più. I suoi sforzi sono vani. Prima il panico si impadronisce di lui, poi cerca di uscire “nuotando” dalla pozza infernale. Niente da fare, la corda lo tira dentro. Nel mentre Willy e Juan smettono finalmente di fare i guasconi: Juan si cala e lascia Willy per la calata finale per aiutare Guglielmo a uscire dal pantano in cui evidentemente è finito. Si cala e con manovre degne della sua fama salva l’amico che lo ringrazia mallevato dalla necessità di sopravvivere a stento. Da qui in poi per lui Juan sarà conosciuto come San Juan  “il misericordioso”. Se nonché lo stesso Juan fa notare come, un po’ come la chiesa cattolica, mette nei casini la gente con il peccato originale e poi pretende di salvarlo; della serie fatti una domanda e datti una risposta. Guglielmo si convince che l’epiteto di santo è esagerato.<br />
Intanto una <strong>cascata gigante</strong> più sopra, il freddo e la stanchezza si impadroniscono di Willy. Mentre maneggia con il piccolo dispositivo che permette la calata in corda doppia pensa: “su questo dispositivo si basa la mia vita, l’unica cosa che non devo fare è perderlo, certo che Juan si è fidato a mettermi in questa condizione certo che…” l’operazione di per se è idiota ma la tensione e la spossatezza, unita al fatto di ritrovarsi da solo sul ciglio di una cascata, fa il resto. Le corde, che penzolano nella cascata strattonano Willy che perde il controllo delle sue mani.</p>
<p>In un attimo vede il piccolo dispositivo blu scivolargli dalle mani e finisce venti metri più sotto, nel tritacarne.</p>
<p>Nello stesso momento Guglielmo, ormai in salvo, vive l’<strong>esperienza mistica della sopravvivenza</strong>. Assapora i vapori della cascata in cui era risucchiato e la sua anima vive di una rassegnata felicità. Juan si mette le mani nei capelli quando si rende conto di cosa è successo sopra la cascata. Finalmente, risoluto e con altre abili manovre ai più impossibili, scala la roccia bagnata e raggiunge le corde; lega ad una di esse un nuovo <em>secchiello</em>(così si chiama il dispositivo per scendere in corda doppia). Un paio di altre peripezie e i tre sono di nuovo uniti. L’ora è ormai tarda, gli stomaci brontolano, mezzora di salti, cadute rovinose e spossanti scivolate e finalmente sono tornati alla macchina.</p>
<p>Un dopo lavoro che rende la vita eccitante è cosa buona è giusta.</p>
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		<title>Eden in terra: Alpi Svizzere</title>
		<link>https://www.trekking-alpi.it/blog/eden-in-terra-alpi-svizzere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Cayre]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2013 07:17:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[berna]]></category>
		<category><![CDATA[eden]]></category>
		<category><![CDATA[eiger]]></category>
		<category><![CDATA[hiking]]></category>
		<category><![CDATA[paradise]]></category>
		<category><![CDATA[svizzera]]></category>
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					<description><![CDATA[Se volete farvi venire il fegato particolarmente marcio su come sia possibile vivere, fatevi un giro sulle alpi svizzere. Terra di enormi meraviglie naturali e dove le condizioni economico-sociali sono semplicemente spaventevoli, al limite del ridicolo. Al di là dell&#8217;origine di questa enorme ricchezza (come mi faceva notare mio padre, neanche Hitler ha attaccato questo ... <a title="Eden in terra: Alpi Svizzere" class="read-more" href="https://www.trekking-alpi.it/blog/eden-in-terra-alpi-svizzere/" aria-label="More on Eden in terra: Alpi Svizzere">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se volete farvi venire il fegato particolarmente marcio su come sia possibile vivere, fatevi un giro sulle alpi svizzere. Terra di enormi meraviglie naturali e dove le condizioni economico-sociali sono semplicemente spaventevoli, al limite del ridicolo. Al di là dell&#8217;origine di questa enorme ricchezza (come mi faceva notare mio padre, neanche Hitler ha attaccato questo covo di interessi dei poteri forti), la possibilità per tutti di attingere al grande pozzo bancario rende la vita degli svizzeri un paco idillio. L&#8217;unica &#8220;pecca&#8221; è che forse una società che non deve arrangiarsi ma deve solo, impeccabilmente, organizzarsi può risultare noiosa.</p>
<p>Per il resto che dire. Nel fiume della capitale si può nuotare in acque cristalline circondati da cinguettii, vacche e cielo blu. Quando la bandiera svizzera del parlamento è alzata significa che il parlamento sta votando una legge e pertanto chiunque(!?) è invitato a vedere che cosa sta succedendo. Il presidente va a lavoro in bicicletta,<strong> un lavoro part time da 10 ire settimanali come insegnante è pagato circa 3000 euro al mese</strong> e se fai il contadino ricevi un sussidio di 4500 euro per il semplice fatto di mantenere le tradizioni, se coltivi biologico, aggiungete 1500 euro. Come se non bastasse a meno di un&#8217;ora da Berna enormi montagne sono perfettamente fruibili con treni che scalano montagne, casette di legno in stile alpino e vacche che hanno più diritti che un italiano qualsiasi.<br />
C&#8217;è veramente di che rimanere sbigottiti. Per oltrepassare un massiccio montuoso abbiamo addirittura messo la macchina sul treno. E poi <strong>prati immensi</strong>, <strong>pascoli</strong>, <strong>ghiacciai</strong>,<strong> cascate incredibili</strong>. La Svizzera merita una visita, magari cercando di portarsi i panini da casa perché di finanziare un mondo così prospero proprio non c&#8217;è bisogno ma almeno dare una sbirciatina non guasta. Noi siamo passati dal Sempione, che i per se vale la pena. Si passa da un canyon pienissimo di acqua che cola da tutte le parti con cascate di 200 e più metri che ti portano direttamente in una atmosfera da Signore degli Anelli prima di entrare nel mondo del cioccolato puntuale. L&#8217;idea che ci siamo fatti della <strong>Svizzera</strong> è che ogni posto sia meraviglioso: sicuramente tutte le valli che abbiamo visitato. Parole chiave: Grindelwald(impressionante), Oeschinene Lake(da sbrodolarsi), Murren(fin troppo bella per essere vera).<br />
<strong>Il vero problema della Svizzera può solo esser quello di abituarsi ad ambienti così meravigliosi che quando scopriremo finalmente l&#8217;Eden, lo troveremo po’ grigio e scialbetto</strong>.</p>

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