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	<title>Menti erranti &#8211; Trekking Alpi</title>
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	<description>Escursioni, trekking e didattica naturalistica nelle Alpi Occidentali</description>
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	<title>Menti erranti &#8211; Trekking Alpi</title>
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		<title>Ho firmato un contratto di Vita Full Time</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Cayre]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2015 10:14:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Menti erranti]]></category>
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					<description><![CDATA[Lascio tutto e me ne vado. Anzi. Lascio tutto e resto. Anzi. Mi fanno lasciare tutto e riscopro me stesso. E ringrazio Babbo Destino che mi ha sempre aiutato ed accompagnato nella mia vita. Guardo indietro e scopro la fortuna che mi ha caratterizzato e sono grato di saperla apprezzare. Come dice il buon Shakespeare ... <a title="Ho firmato un contratto di Vita Full Time" class="read-more" href="https://www.trekking-alpi.it/blog/ho-firmato-un-contratto-di-vita-full-time/" aria-label="More on Ho firmato un contratto di Vita Full Time">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lascio tutto e me ne vado. Anzi. <strong>Lascio tutto e resto</strong>. Anzi. Mi fanno lasciare tutto e riscopro me stesso. E ringrazio Babbo Destino che mi ha sempre aiutato ed accompagnato nella mia vita. Guardo indietro e scopro la fortuna che mi ha caratterizzato e sono grato di saperla apprezzare. Come dice il buon Shakespeare : “<strong>La Terra ha Musica per coloro che ascoltano</strong>”. Il mio unico merito è quello di ascoltare, contemplare la meravigliosa vita che mi sta capitando. E di cui mi sento protagonista sempre fino ad un certo punto. Quasi che qualcun altro guidi per me.</p>
<p>Due settimane fa ero ancora un impiegato. Il mio contratto triennale terminava ma erano poche le mie “speranze”: quasi tutti vengono rinnovati nella multinazionale torinese. Basta non fare errori sesquipedali e/o soprattutto non mettersi di traverso a capetti e responsabili. Io non ho mai dato l’anima all’azienda(e ci mancherebbe), però ho sempre fatto il mio dovere e non ho mai fatto polemiche. Ho sempre risolto tutti i problemi che mi sono stati posti e mi sono adattato a ciò che mi si chiedeva. Per questo non credevo di aver speranze di mancato rinnovo. E invece la crisi ha fatto il miracolo. E diciamo la verità: forse ancor più parte del miracolo è stato l’ego di coloro che sentono che il loro piccolo potere non ha presa su chi cerca di Vivere sul serio. Nel senso meno serio del termine, ovviamente. Nel senso di vivere avendo ben chiare le priorità: pensando prima alla famiglia che al cliente. Anteporre gli affetti al leccaculaggio e cercar di godere ogni attimo di libertà come fosse l’ultimo. No. Forse era troppo da sopportare, anche a costo di disagi e problemi da affrontare con ex-colleghi incolleriti ed arrabbiatissimi dal mio mancato rinnovo che procurerà. <strong>Il dipendente deve dipendere anche fuori dall’ufficio</strong>. Deve dipendere psicofisicamente dal suo responsabile e deve stressarsi per poter appartenere all’azienda.</p>
<p>Tutto questo, con me, proprio non è riuscito. Lo stress aziendale non ho mai saputo cosa fosse e la pressione non fa per me. <strong>E alle facce stressate di chi cercava un colpevole ho sempre risposto con un gran sorriso</strong>. Ho sempre fatto il mio con impegno e dedizione fino a dove mi spettava. Ben conscio che la Vita sta fuori dal contesto aziendale/econmico. E che l’anima va tenuta al riparo da questo mondo gretto e spesso insulso e negativo. Che non fa crescere ma che abbruttisce. Che rende persone libere, schiave del proprio essere della propria posizione. Dimenticarsi chi si è, anche per otto ore al giorno, fa male alla salute. Non è un esercizio di umanità.</p>
<p>Proprio per questo, la notizia ha scatenato in me una felicità per certi versi inaspettata. Mi ero costruito, nel tempo, la mia dimensione aziendale. Senza troppi stress avevo rapporti magnifici con vari compagni di lavoro. Mi piaceva passare del tempo con loro. Era per questo che andavo a lavorare, per condividere. Per cercare di crescere e di stimolarmi anche in un contesto non stimolante che teoricamente doveva alienarmi e in cui invece mi trovavo tutto sommato bene. E poi la sicurezza economica tanto vituperata in questa società: pur non avendola mai cercata mi crogiolavo in un valore per me poco importante che, quasi per osmosi, avevo imparato ad apprezzare.</p>
<p>Ma tutto ciò non faceva per me!</p>
<p>Mi piace cambiare. Mi piace lo stimolo e adoro mettermi in gioco. Tutti i pori della mia pelle esultavano all’idea di dovermi riorganizzare la vita giorno per giorno. <strong>Vivere la quotidianità nuovamente, senza dar per scontato nulla delle proprie azioni quotidiane</strong>. Organizzarsi le proprie attività da solo, intraprendere la Vita assecondando le proprie emozioni. Pianificando cose secondo le proprie necessità e i propri talenti. E’ bello tornare a questo.</p>
<p>E ringrazio l’ego di chi ha permesso questo: perché mi ha reso libero e felice.</p>
<p>E’ stato bellissimo riappropriarsi del proprio tempo. <strong>Non sentirsi perso dopo aver perso il lavoro ma sentirsi liberato</strong>. Come detto non perché vivessi male il lavoro, ma perché vivo meglio senza. Scegliendo momento dopo momento, potendo accogliere ciò che la vita mi propone senza necessariamente stare dietro ad un contratto firmato anni fa.</p>
<p>Ovvio che il lavoro ci porti soldi, ovvero risorse per vivere. Ma in questo momento mi sono reso conto che stavo vivendo per qualcosa che in questo momento non mi serve. <strong>Dove servire significa Servire, non è un verbo a caso il cui significato viene spesso abusato.</strong></p>
<p>Non mi Serve lavorare da dipendente perchè nonostante abbia aumentato il mio tenore di vita rispetto alla vita da studente, e nonostante un po’ di frustrazione da lavoratore dipendente si sia effettivamente espressa con futili compere… beh nonostante questo, in questi anni da lavoratore full time, ho speso meno della metà del mio stipendio da 1500 euro al mese(tanto per esser chiari). Tolta la frustrazione, messo il tfr, e la disoccupazione per una decina di mesi, ho almeno 5 anni di vita full time in cui cercare di trovare me stesso. Questa è la mia priorità, a 30 anni!</p>
<p>Io un sogno già c’è l’ho. In questi anni, ho coltivato la mia passione della montagna con un corso da guida escursionistica. Ho aperto un <a href="http://www.trekking-alps.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito </a>fatto con tutti i sacri crismi di google e ora ho più di 1000 visite al mese. Ospito qualche straniero a casa mia e i conti, tutto sommato, potrebbero presto tornare.</p>
<p><strong>Ho firmato un contratto di Vita Full Time. L’unico contratto a tempo indeterminato che mi interessa.</strong></p>
<p>Se volete seguire le follie che ne deriveranno sono super social grazie a Trekking Alps:</p>
<p>Canale Youtube:  https://www.youtube.com/channel/UCw2QSY94xzqUzaPGZzgv2OQ</p>
<p>Facebook: www.facebook.com/TrekkingAlps</p>
<p>Twitter: https://twitter.com/TrekkingAlps</p>
<p>Un omaggio ai bimbi Nepalesi:</p>
<p>[youtube height=&#8221;400&#8243; width=&#8221;650&#8243;]https://www.youtube.com/watch?v=0YHxglZ_1p4[/youtube]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un abbraccio a tutti,</p>
<p>Roberto</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La strana compagnia del Gran Paradiso</title>
		<link>https://www.trekking-alpi.it/blog/gran-paradiso-e-la-strana-compagnia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Cayre]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2014 00:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[Menti erranti]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel Parco Nazionale del Gran Paradiso la mia passione viscerale per la montagna e il trekking è nata e sbocciata. La miccia che ha preso fuoco per la prima volta quando ero piccolo ed è sempre pronta a riaccendersi ad ogni segnale di natura incontaminata. L’origine di tutto è sempre Cogne. La compagnia questa volta ... <a title="La strana compagnia del Gran Paradiso" class="read-more" href="https://www.trekking-alpi.it/blog/gran-paradiso-e-la-strana-compagnia/" aria-label="More on La strana compagnia del Gran Paradiso">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman;">Nel Parco Nazionale del Gran Paradiso la mia passione viscerale per la montagna e il trekking è nata e sbocciata. La miccia che ha preso fuoco per la prima volta quando ero piccolo ed è sempre pronta a riaccendersi ad ogni segnale di natura incontaminata. L’origine di tutto è sempre Cogne.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman;">La compagnia questa volta è stata vieppiù piacevole e disparata: circensi, intellettuali, autisti di Porche, millantatori, ricercatori, insegnanti, naturalisti e avventurieri,. </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman;">A suon di risate convinte che si sono impossessate di noi, abbiamo trascorso i primi giorni a confrontare le rispettive vite con un umorismo di fondo che ha reso la compagnia veramente piacevole; tutto è filato per il meglio: la strada verso il Sella, idilliaca, la giornata che dalla pioggia ha volto al sereno, incoraggiante. Un’ esperienza che si è rivelata come spesso accade, meravigliosa ed arricchente. </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman;">La pioggia mattutina ha allontanato i più e così, ai 2574m del Sella siamo stati in pochi a godere dell’ottimo cibo fornito dai gestori. </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman;">Nel percorrere il ripido sentiero che porta al colle per la Punta Rossa si avvistano gruppi di animali selvatici. Non capita tutti i giorni di vedere in un sol colpo, camosci, marmotte e stambecchi!</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman;">Yvonne, alla sua prima esperienza in assoluto con gli scarponcini da trekking, era la più stanca. Eppure si nota in lei una splendida virtù: la mancanza del “bacillo” del lamento. E’ facile immaginarsi il corrispettivo italiano femminile nelle stesse oggettive condizioni di difficoltà. Yvonne invece ha omesso tutte le possibili inutili rappresentazioni di negatività, persino nella discesa di 2100m che porta a Cogne, riconosciuta da tutti come infinita.<br />
</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman;">Dopo vari errori e sottovalutazioni temperaturali, le 2500 kcalorie assunte sottoforma di divin Soupetta hanno creato postumi il giorno successivo. Varie sostituzioni nella formazione del gruppo non hanno alterato lo spirito giocoso di una situazione all’insegna di gaudio e condivisione. In nome dello spirito di condivisione siamo rimasti insieme e il Fato ci ha premiato nei giorni successivi con una new entry di personaggi.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman;">Siamo tornati in montagna a faticare per bene fino ad un bivacco troppo piccolo che si è fatto smontare per rendere un po’ di spazio  a noi e al tornitore (poteva mancare?!). La cartina del tornitore ci ha indicato un giro che, passando da luoghi celestiali e quasi irreali tra Monte Bianco, Grivola, Gran Paradiso, Gran Jorasses, Cervino e Gran Combin, non si rivela in effetti adatto a coloro i quali, come i sottoscritti, baldanzosi ed inequipaggiati per dogma, passano da luoghi invece assai perigliosi e mai banali. Con rocce che cadono e una cresta che, a ragione, si chiama Panoramica. Non dimentichiamo inoltre di citare il virtuoso bagno nel lago turchese d’Arbolle.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman;">Esser in forma è un’altra cosa, ma che importa! Pacche sulle spalle, umorismo e ricordi di un passato che è ancora vivo tra amici d’infanzia, sono stati il fil rouge di questa esperienza di gruppo.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman;">Un caro saluto a tutti i partecipanti di questo trekking! E a tutti gli altri, sempre invitati a partecipare: la compagnia è aperta ogni mese dell’anno: la quantità è qualità!</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>

<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Punta Orsiera in solitaria</title>
		<link>https://www.trekking-alpi.it/blog/punta-orsiera-solitaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Cayre]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2014 22:23:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[Menti erranti]]></category>
		<category><![CDATA[alpi]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[orsiera]]></category>
		<category><![CDATA[orsiera rocciavrè]]></category>
		<category><![CDATA[solitaria]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;immagine comune del camminatore solitario in montagna è quella, stereotipata, di chi vuole sentirsi lontano da tutto e da tutti. Almeno, così vorrebbe il clichè: un eremita in mezzo alla Natura, che disdegna il Mondo degli esseri umani e si rifugia  &#8220;come un orso&#8221;  sulle vette. Tuttavia la mia sensazione in questa situazione è molto diversa. ... <a title="Punta Orsiera in solitaria" class="read-more" href="https://www.trekking-alpi.it/blog/punta-orsiera-solitaria/" aria-label="More on Punta Orsiera in solitaria">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;immagine comune del <strong>camminatore solitario</strong> in montagna è quella, stereotipata, di chi vuole sentirsi lontano da tutto e da tutti. Almeno, così vorrebbe il clichè: un eremita in mezzo alla Natura, che disdegna il Mondo degli esseri umani e si rifugia  &#8220;come un orso&#8221;  sulle vette. Tuttavia la mia sensazione in questa situazione è molto diversa. Lassù, beato, mi sento in pace con tutto e con tutti. Mi sento più vicino di quanto non mi senta quando vivo accanto all&#8217;altro. Vicino anche alla città che, vista da fuori, fa meno paura. Anzi, suscita tenerezza. Con i suoi disagi quotidiani, così passeggeri, così piccoli&#8230;</p>
<p>A contatto con la Natura mi sento parte di qualcosa di più grande che va molto oltre la mia persona, i miei problemi e anche i miei sentimenti. La Vita, oltre la vita. Un respiro più grande che tutto inonda. E anche qui, come descritto nell&#8217;altro post, avido, ne godo. E&#8217; così bello camminare <strong>liberi dalle proprie aspettative</strong>, e da quelle altrui.  <strong>Lontani dai nostri desideri</strong>. Osservatori e non più protagonisti di una vita oggettivamente poco &#8220;controllabile&#8221; che spesso ci fa sentire sempre in ritardo per quanto veloce si possa andare, spesso inadeguati. Fare un salto quassù e godere di questo <strong>lusso contemplativo</strong> mi fa stare bene. Ogni singola volta.</p>
<p>Passiamo alla cronaca:  venerdì sera, nonostante la mancanza di adesioni, prendo Dolores, la mia Panda e parto per le mie Alpi. Indubbiamente preferisco andare in montagna in compagnia. Tuttavia scopro, ogni volta che sono &#8220;costretto alla solitudine&#8221;, che non è poi così male stare a contatto con me stesso. Le sensazioni sono più vivide. L&#8217;attenzione totale.</p>
<p>L&#8217;obiettivo mi è già noto: Parco Orsera Rocciavrè. Questa volta la meta è però più ambita: la vetta più alta del parco, il monte Orsiera (2890m). Per arrivarci ci sono due alternative, una dalla Val Chisone e in particolare dal Rifugio Selleries; l&#8217;altra opzione prevede la partenza dalla Val di Susa. Opto per questa scelta,  pernottando al Bivacco Orsiera, presso la <strong>Bergerie dell&#8217;Orsiera.</strong></p>
<p>[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=z6vvdKYwGEE&amp;feature=youtu.be[/youtube]</p>
<p>Per arrivare al bivacco lascio la macchina alla borgata Pra della Grangia(1200m), sopra Mattie. Da qui un bel sentiero che in agosto si cosparge di lamponi succosissimi, porta ad aggirare e risalire la montagna per poi inserirsi nel vallone dell&#8217;orsiera. Terminato il bosco, 800m più in alto trovo il magnifico pianoro sotto la parete nord della montagna.</p>
<p>Qui incontro, per mia sorpresa, un altro lupo solitario: Ezio Giuliani, di Chianocco che con una telecamera HD di ultima generazione filma la fauna alpina. Mi rivela di essere un <strong>avvistatore di lupi</strong>. E come potete vedere dal profilo in google plus(<a href="https://plus.google.com/109132285658846480096/photos?hl=IT" target="_blank" rel="noopener">Ezio</a>) ne ha trovati eccome! Con pazienza si vive la natura, sicuramente godendo ancora più di me  in quella condizione di solitidine che ho sin qui descritto. Accendo un bel fuocherello e verso le 21.30 sono nel mondo dei sogni.</p>
<p>[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=lcXtaKqSJRQ&amp;feature=youtu.be[/youtube]</p>
<p>Il giorno seguente la foschia si è dileguata assieme alle tenebre. La giornata è splendida e dopo una  colazione frugale, parto per aggredire la vetta. Dopo aver risalito il primo crinale mi trovo al Pian delle Marmotte. Qui la neve è ancora abbondante e nonostante l&#8217;ora, inizia già a &#8220;mollare&#8221;, segno che il <strong>vero caldo</strong> sta arrivando(come credo tutti ci siamo accorti). Cerco di tenermi sulla sinistra e risalgo il ripido pendio che mi porta faticosamente a raggiungere il colle dell&#8217;Orseria(2595m). A questo punto viene il bello. Un canalino di 40° mi aspetta con la sua neve mezza ghiacciata e mezza crostosa. Risalirlo, con i ramponi ai piedi, non è affatto banale. Tuttavia arrivo al colle dove trovo la compagnia di un camoscio un po&#8217; acciaccato. Da qui, dopo un passaggetto di roccia un po&#8217; delicato, salgo sulla punta nord, per godere di un paesaggio mitico. Parole alle immagini:</p>
<p><a href="http://www.trekking-alpi-blog.it/wp-content/uploads/2014/06/DSCF7449.jpg" rel="nofollow noopener" target="_blank"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-882" src="http://www.trekking-alpi-blog.it/wp-content/uploads/2014/06/DSCF7449-300x225.jpg" alt="Orsiera Peak" width="300" height="225" /></a></p>
<p>[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=sLVmoWyJQrI&amp;feature=youtu.be[/youtube]</p>
<p>[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=7fDqub8cuH8&amp;feature=youtu.be[/youtube]</p>
<p>Dopodichè, come semrpe è ora di scendere: mi aspettano 1600 metri di dislivello. Fortuna vuole che la neve, nemica in salita, si riveli preziosa alleata per la mia discesa. E così dal colle al pian delle marmotte scendo in un men che non si dica sfruttando la gravità e la mancanza di attrito. Per poi tornare, confortato dalla mia grande Amica, a casa.</p>
<p>[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=rOeukbG2KgI&amp;feature=youtu.be[/youtube]</p>
<p>[youtube] https://www.youtube.com/watch?v=pkZnlCjtUiA&amp;feature=youtu.be[/youtube]</p>

]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Potere a parola e fantasia</title>
		<link>https://www.trekking-alpi.it/blog/potere-parola-fantasia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Cayre]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2013 08:01:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Menti erranti]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alps]]></category>
		<category><![CDATA[canyon]]></category>
		<category><![CDATA[fantasia]]></category>
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		<category><![CDATA[parola]]></category>
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					<description><![CDATA[Juan era il più esperto. Era solito cimentarsi in avventure estreme e la montagna era il suo pane quotidiano. Da lui arriva lo stimolo e da lui tutte le attrezzature necessarie per l’escursione che stanno per affrontare. Willy aveva  ridisceso il River Boi già due anni prima. L’esperienza era stata eccitante e divertente e aveva ... <a title="Potere a parola e fantasia" class="read-more" href="https://www.trekking-alpi.it/blog/potere-parola-fantasia/" aria-label="More on Potere a parola e fantasia">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Juan era il più esperto. Era solito cimentarsi in avventure estreme e la montagna era il suo pane quotidiano. Da lui arriva lo stimolo e da lui tutte le attrezzature necessarie per l’escursione che stanno per affrontare. Willy aveva  ridisceso il River Boi già due anni prima. L’esperienza era stata eccitante e divertente e aveva proprio voglia di scrollarsi di dosso lo stress di una giornata di lavoro. Per Guglielmo invece era una novità assoluta. Per tutto l’inverno si era cimentato con l’arrampicata ma ancora aveva dei piccoli timori nella discesa in doppia e sapeva di non potersi fidare fino in fondo dei suoi infingardi amici. E i due ci marciavano su. Nel viaggio lo stuzzicavano con particolari nuovi e sempre più preoccupanti il loro fraterno amico. Il canyon è ufficialmente chiuso almeno per due ragioni: la stagione (c’è decisamente troppa acqua) e per l’ora (bisogna esser fuori per le 17) visto che sono già le 18 e i tre si stanno ancora mettendo le scomode mute per difendersi dal freddo.</p>
<p>Fatto sta che il viaggio ha inizio con una calata da una<strong> corda fissa</strong> dalla dubbia tenuta che porta i tre nella prima delle innumerevoli pozze che li porterà alla cittadina di Winserfield, 3 ore più sotto. Di colpo la stanchezza e la frustrazione di una giornata spesa davanti a farmaci numeri e computer si sfalda nel meraviglioso mondo della <strong>sopravvivenza</strong>.<br />
Calate in cascate dalla portata decisamente impressionante, salti in <strong>gorghi spumeggianti</strong> e accompagnati da  vipere acquatiche, i tre procedono baldanzosi tra risa e scherzi in questo ambiente selvatico e meraviglioso. Guglielmo è subito a suo agio e l’adrenalina e la vicinanza degli amici lo aiuta a scrollarsi di dosso i timori. Si sta divertendo come un pazzo! Si cala dalle cascate come se fosse il suo pane quotidiano e sfida l’altezza con tuffi senza remore. Willy e Juan si godono appieno i <strong>toboga</strong> che, con questa portata d’acqua decisamente abbondante, sono molto più “audaci” e divertenti. Scivoli di roccia di una decina di metri che sobbalzano verso nuove incredibili spumeggianti pozze. Non bisogna far altro che fidarsi del Dio fiume e sperare che tutto fili liscio. Così è.</p>
<p>Dopo salti nel vuoto di una decina di metri da <strong>alberi sporgenti</strong>, e dopo essersi trovati in una cavetta sotto diverse tonnellate di roccia dove l’unica uscita è quella sotto una potente cascata che li manda sott’acqua per diversi secondi, ecco che il climax raggiunge il suo culmine. Stanchi, felici e appagati dopo circa due ore di gaudio e risate estasiate si preparano all’ultima grande calata della cascata finale. Preparati forse è una parola grossa. Guglielmo si cala per primo e non gli vengono date particolari istruzioni se non “il terrazzino di roccia sarà evidente”. Dal punto di vista di Willy e Juan  è un salto nel vuoto. Solo Juan sa bene cosa c’è sotto. Ha fatto questa esperienza decine di volte senza mai stufarsi dell’ambiente primigeneo che permea le alti pareti del canyon, costellate di rari <strong>gigli arancioni</strong>. Tuttavia il suo fare tranquillo e sereno ispira tale fiducia nei suoi compagni che non si rendono conto del pertugio selvaggio in cui sono. Si affidano totalmente al loro Idiana Jones. Questa mancanza di attenzione fa si che l’ultima calata faccia andare la situazione un po’… a sud.</p>
<p>Guglielmo vede lo sperone roccioso da cui avrebbe dovuto svincolarsi dalla cascata sfilargli sulla sua destra… e viene calato ulteriormente nei gorghi di quello che è comunemente conosciuto come “<strong>tritacarne</strong>“, così detto per le due capre che ci erano incastrate e avevano reso impraticabile la pozza pochi anni prima.<br />
I due per un paio di minuti non si accorgono delle difficoltà dell’amico. Guglielmo capisce presto che non si è calato nel luogo giusto. Centinaia di litri d’acqua lo sotterrano incessantemente. La corda lo tiene legato e dal ribollire dell’acqua vari pezzi di legno scompaiono nei gorghi a pochi centimetri da lui per non apparire più. I suoi sforzi sono vani. Prima il panico si impadronisce di lui, poi cerca di uscire “nuotando” dalla pozza infernale. Niente da fare, la corda lo tira dentro. Nel mentre Willy e Juan smettono finalmente di fare i guasconi: Juan si cala e lascia Willy per la calata finale per aiutare Guglielmo a uscire dal pantano in cui evidentemente è finito. Si cala e con manovre degne della sua fama salva l’amico che lo ringrazia mallevato dalla necessità di sopravvivere a stento. Da qui in poi per lui Juan sarà conosciuto come San Juan  “il misericordioso”. Se nonché lo stesso Juan fa notare come, un po’ come la chiesa cattolica, mette nei casini la gente con il peccato originale e poi pretende di salvarlo; della serie fatti una domanda e datti una risposta. Guglielmo si convince che l’epiteto di santo è esagerato.<br />
Intanto una <strong>cascata gigante</strong> più sopra, il freddo e la stanchezza si impadroniscono di Willy. Mentre maneggia con il piccolo dispositivo che permette la calata in corda doppia pensa: “su questo dispositivo si basa la mia vita, l’unica cosa che non devo fare è perderlo, certo che Juan si è fidato a mettermi in questa condizione certo che…” l’operazione di per se è idiota ma la tensione e la spossatezza, unita al fatto di ritrovarsi da solo sul ciglio di una cascata, fa il resto. Le corde, che penzolano nella cascata strattonano Willy che perde il controllo delle sue mani.</p>
<p>In un attimo vede il piccolo dispositivo blu scivolargli dalle mani e finisce venti metri più sotto, nel tritacarne.</p>
<p>Nello stesso momento Guglielmo, ormai in salvo, vive l’<strong>esperienza mistica della sopravvivenza</strong>. Assapora i vapori della cascata in cui era risucchiato e la sua anima vive di una rassegnata felicità. Juan si mette le mani nei capelli quando si rende conto di cosa è successo sopra la cascata. Finalmente, risoluto e con altre abili manovre ai più impossibili, scala la roccia bagnata e raggiunge le corde; lega ad una di esse un nuovo <em>secchiello</em>(così si chiama il dispositivo per scendere in corda doppia). Un paio di altre peripezie e i tre sono di nuovo uniti. L’ora è ormai tarda, gli stomaci brontolano, mezzora di salti, cadute rovinose e spossanti scivolate e finalmente sono tornati alla macchina.</p>
<p>Un dopo lavoro che rende la vita eccitante è cosa buona è giusta.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Capanna Margherita, sul tetto d&#8217;Europa</title>
		<link>https://www.trekking-alpi.it/blog/elogio-della-follia-capanna-margherita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Cayre]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 08:55:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[Menti erranti]]></category>
		<category><![CDATA[alpi]]></category>
		<category><![CDATA[capanna margherita]]></category>
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					<description><![CDATA[Il monte Rosa è uno dei massicci montuosi più impressionanti della alpi occidentali. Su una delle sommità più alte di questo bellissimo posto, Punta Gnifetti, sorge il rifugio più alto d&#8217;Europa: Capanna Margherita. I ghiacciai non presentano grandi pendenze e sono pertanto adatti anche per i principianti. Il periodo giusto per queste escursioni è fine ... <a title="Capanna Margherita, sul tetto d&#8217;Europa" class="read-more" href="https://www.trekking-alpi.it/blog/elogio-della-follia-capanna-margherita/" aria-label="More on Capanna Margherita, sul tetto d&#8217;Europa">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il monte Rosa è uno dei massicci montuosi più impressionanti della alpi occidentali. Su una delle sommità più alte di questo bellissimo posto, Punta Gnifetti, sorge il rifugio più alto d&#8217;Europa: Capanna Margherita. I ghiacciai non presentano grandi pendenze e sono pertanto adatti anche per i principianti. Il periodo giusto per queste escursioni è fine agosto settembre, quando i crepacci sono &#8220;a vista&#8221; e quindi è facile individuarli. Questa gita è stata progettata da nipote e zio con mesi di anticipo nel 2008, appena tornato dal Cile. Abituato alle ande e alla mancanza di rifugi abbiamo optato per una notte in tenda a 3300 m di altezza con un rifugio semivuoto vicino e il gelo nelle vene. L&#8217;elogio della follia come insegna il magnifico libercolo di Erasmo da Rotterdam è uno dei motivi per cui valga la pena. vivere. E quella notte in tenda fa parte indubbiamente di quella follia che a volte è bene far straripare dalle nostre iperrazionali scelte e prioirtà.</p>
<p>Il video vi porta a quel girovagare che tanto mi piace e che tanto aspetto dopo un inverno che ho trovato lungo e a volte frustrante. Le giornate finalmente di 12 ore di luce e le temperature più miti significano per me un miglioramento della qualità della vita non indifferente.</p>
<p>Capanna Mergherita è il rifugio più alto d&#8217;europa e non solo. E&#8217; la biblioteca più alta d&#8217;europa. La missione nasceva dalla volontà di portare un testo in questo luogo decisamente singolare e dopo una non trascurabile fatica eccoci raggiungere il nostro obiettivo.</p>
<p>[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=G_kWW4Yw0DM&amp;list=UUw2QSY94xzqUzaPGZzgv2OQ&amp;index=5[/youtube]</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Trekking sulle alpi è Stoico o Epicureo?</title>
		<link>https://www.trekking-alpi.it/blog/trekking-sulle-alpi-e-stoico-o-epicureo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Cayre]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2013 14:48:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Menti erranti]]></category>
		<category><![CDATA[alpi]]></category>
		<category><![CDATA[epicurei]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
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		<category><![CDATA[trekking alpi]]></category>
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					<description><![CDATA[Per introdurre l&#8217;argomento di oggi di Trekking Alpi (già Trekking Alps) dobbiamo fare un viaggio che va al di là dello spazio tempo: prendiamo il volo con la la fantasia e spostiamoci in Grecia antica. Un po di secoli prima di &#8220;the first hippie&#8221;, imperversavano due correnti filosofiche: gli stoici vedono nella vita una pena ... <a title="Trekking sulle alpi è Stoico o Epicureo?" class="read-more" href="https://www.trekking-alpi.it/blog/trekking-sulle-alpi-e-stoico-o-epicureo/" aria-label="More on Trekking sulle alpi è Stoico o Epicureo?">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per introdurre l&#8217;argomento di oggi di Trekking Alpi (già Trekking Alps) dobbiamo fare un viaggio che va al di là dello spazio tempo: prendiamo il volo con la la fantasia e spostiamoci in Grecia antica. Un po di secoli prima di &#8220;the first hippie&#8221;, imperversavano due correnti filosofiche: gli<strong> stoici</strong> vedono nella vita una pena da espiare. Per questo la fatica è per loro fonte di gioia in attesa della vera essenza che sorgerà solo in una Vita Vera esterna ad essa. Questa penitenza crea gioia perchè allontana dalla vita materiale ed effimera. Gli <strong>epicurei</strong> al contrario, cercavano di godersi la vita in maniera sfrenata e senza alcuna regola. Secondo gli epicurei qui ed ora bisogna ascoltare le proprie voglie e necessità e non vale certo la pena limitarsi a ciò che la società impone a meno che non renda più gaudioso il nosto esistere. Questa mia interpretazione è personale e romanzata;)</p>
<p><strong>Scalare montagne</strong> è per certi versi un atto di stoicismo, ma nascone in se la più grande delle gioie, prettamente epicuree. Non so di che corrente voi vi sentiate parte, amici miei, ma a me ha sempre affascinato questa divisione del essere. Sulle Alpi, chi ha provato lo sa bene, si fatica. Si fatica fino a sfinirsi. Il limite si &#8220;trova&#8221; in salita; All&#8217;apice, al raggiungimento della meta la goduria massima è tutto ciò che un vero epicureo può volere. L&#8217;endorfina dovuta al grande sforzo si rilascia proprio quando il panorama mozza il fiato. Quando si recepisce che è finita. Che ce la si è fatta. E sono minuti follemente e assolutamente epicurei. Poi però bisogna scendere, ed è lì che le cose si fanno dure. Il <strong>limite</strong> si è spesso già passato da tempo ma bisogna tornare a casa. E allora non c&#8217;è altro da fare che non alzare la soglia del dolore. Ed è qui che entra in gioco il vero stoico. Che smette di pensare a ciò che prova esce da se e porta la pellaccia a casa. E non pensiate che in quei momenti anche il più innamorato della montagna non si chieda perchè mai si è cacciato in quella condizione. Eppure, appena finisce l&#8217;avventura non si può che pensare di viverne una nuova.<br />
Ed è qui che l&#8217;epicureo pur rischiando ciò che più ama al mondo, il <strong>prorpio godimento</strong> nella vita terrena, si lascia attrarre in una nuova strabiliante avventura. Dove ci si rimette in gioco e si dimentica chi è e come passano le giornate normalmente in nome del godimento che mette a repentaglio il viver stesso. Pensando al sodo,pensando a come portare la pellaccia a casa, l&#8217;uomo si rende conto di quanto conti la vita per lui, epicureo e attaccato alla vita:) Mi perdonino i filosofi per la mia analisi assai raffazzonata e non derivante da studi dettagliati ma da sempice voglia di esprimersi. Spendo un ultima parola per <strong>Diogene, il cinico</strong>! Andata a leggere la sua storia <a href="http://www.ildiogene.it/EncyPages/Ency=Diogene.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qui</a>! Mitico!</p>
<p><strong><a href="http://www.trekking-alpi-blog.it/wp-content/uploads/2013/03/Alpamayo_trekking_alpi.jpg" rel="nofollow noopener" target="_blank"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-434" alt="Alpamayo_trekking_alpi" src="http://www.trekking-alpi-blog.it/wp-content/uploads/2013/03/Alpamayo_trekking_alpi-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pacha Mama: Vivi la Natura in Val Susa!</title>
		<link>https://www.trekking-alpi.it/blog/inverno_trekking_alps_musine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Cayre]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Feb 2013 15:15:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Menti erranti]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
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		<category><![CDATA[Musinè]]></category>
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					<description><![CDATA[Fantastiche passeggiate ti aspettano a 2 passi da Torino! Domenica mattina in 3 orette si può vivere in meraviglie simili. Come potete vedere dalle foto la neve si è attaccata ai rami creando immagini suggestive invero. Il silenzio assordante, la meraviglia della natura vissuta nel silenzio e con tutta tranquillità. Il ritmo della vita selvaggia ... <a title="Pacha Mama: Vivi la Natura in Val Susa!" class="read-more" href="https://www.trekking-alpi.it/blog/inverno_trekking_alps_musine/" aria-label="More on Pacha Mama: Vivi la Natura in Val Susa!">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>  Fantastiche passeggiate ti aspettano a 2 passi da Torino! Domenica mattina in 3 orette si può vivere in meraviglie simili. Come potete vedere dalle foto la neve si è attaccata ai rami creando immagini suggestive invero. Il silenzio assordante, la meraviglia della natura vissuta nel silenzio e con tutta tranquillità. Il ritmo della vita selvaggia mi ha colpito ieri, passeggiando sotto i querceti del <strong>Musinè</strong>. In città si vivono ritmi frenetici tra elezioni, dimissioni di papi, disoccupazione e impasse sociale. E gli uccellini, sono sempre lì. Ad aspettarti, quandunque tu abbia voglia di andare a trovarli, spegnere il cervello e accendere il cuore. Lieto e puro, accarezzato dal vento che soffia e con lo sguardo acceso e pieno come solo quello di un bambino sa essere. Trekking in inverno si può! Non aspettate la primavera, venite a vivere la Natura, godetevela!<br />
Evviva la vita della natura, quella eterna, che va al di là del particolare e sfocia in un eterno che qualcuno ha chiamato Dio e altri, oltre oceano, <strong>Pachamama: Madre Terra</strong>. E allora <strong>non sprecate tempo a preoccuparvi</strong>. Quando vi sentite stressati, annoiati o quando sentite che fate le cose solo per inerzia e cercate ispirazione. Prendete la macchina, il treno, la bicicletta e venite qui in Val Susa. Incredibili meraviglie vi aspettano. Evviva la Natura. Evviva l&#8217;inverno. Evviva Trekking in the Alps!<br />
</p>
<p><strong></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Patagonia: soffio vitale e libertà!</title>
		<link>https://www.trekking-alpi.it/blog/patagonia-soffio-vitale-e-liberta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Cayre]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Feb 2013 09:22:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[Menti erranti]]></category>
		<category><![CDATA[alpi]]></category>
		<category><![CDATA[autostop]]></category>
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					<description><![CDATA[Incredibile rivivere le immagini che la mia mente già dava per archiviate. Anno di grazia 2008, Viaggio per un mese e mezzo tra Patagonia e Brasile. In questo video si narra dell&#8217;errare patagonico con trekking maestosi al Torres del Payne e al Cerro FitzRoy, oltre che autostop mirabolanti, leoni pataogonici e furti di zaini. Le ... <a title="Patagonia: soffio vitale e libertà!" class="read-more" href="https://www.trekking-alpi.it/blog/patagonia-soffio-vitale-e-liberta/" aria-label="More on Patagonia: soffio vitale e libertà!">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Incredibile rivivere le immagini che la mia mente già dava per archiviate. Anno di grazia 2008, Viaggio per un mese e mezzo tra Patagonia e Brasile. In questo video si narra dell&#8217;errare patagonico con trekking maestosi al Torres del Payne e al Cerro FitzRoy, oltre che autostop mirabolanti, leoni pataogonici e furti di zaini. Le immagini non riescono a riprendere tutte le avventure che mi sono accadute in quel vagare solitario. E rendo grazia alla possibilità di rivedere quel me così svagato e smargiasso, così ragazzo. Così capace di abbracciare la vita in pieno. Quelle esperienze grazie al cielo mi hanno lasciato tanto. E ho trovato qui sulle alpi, le stesse emozioni. La stessa possibilità di avventura e di vita selvaggia. Tutto sta alla nostra mente estrarsi dal &#8220;normale&#8221; quotidiano e vivere la vita senza barriere. Fare trekking sulle alpi è una delle maniere più facili che ho trovato di far uscire questa vita che mi sgorga dentro. A voi non capita? Se volete fare un&#8217;esperienza esotica non vi serve andare lontano. Vivi le alpi selvagge, da solo o guidato da trekking alps. La tua mente si libererà e finalmente potrà esprimere il soffio vitale impolverato che la vita occidentale &#8220;lavora e arricchisciti&#8221; impone senza che ce ne si renda neanche troppo conto. E il fatto di non riuscire ad arricchirsi invece che farci cambiare obiettivo ci rende solo più infelici e, nostro malgrado, abietti. Cambiamo la rotta ragazzi! un caro abbraccio Roberto</p>
<p>[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=1ZLlVJXanJw[/youtube]</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I giganti della nostra epoca</title>
		<link>https://www.trekking-alpi.it/blog/i-giganti-della-nostra-epoca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Cayre]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2013 12:15:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[Menti erranti]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[gioia]]></category>
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					<description><![CDATA[Carissimi tutti, dopo l&#8217;assagio himalayano Trekking alps presenta un&#8217;altro video risalente a quell&#8217;epoca. Questa volta però, le protagoniste non sono più le montagne, anche se il video è stato girato durante il trekking. Protagonisti di questo post sono i bambini nepalesi ed indiani, incontrati durante quel meraviglioso viaggio. Chiunque abbia viaggiato in Asia ritroverà in ... <a title="I giganti della nostra epoca" class="read-more" href="https://www.trekking-alpi.it/blog/i-giganti-della-nostra-epoca/" aria-label="More on I giganti della nostra epoca">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi tutti,</p>
<p>dopo l&#8217;assagio himalayano Trekking alps presenta un&#8217;altro video risalente a quell&#8217;epoca. Questa volta però, le protagoniste non sono più le montagne, anche se il video è stato girato durante il trekking. Protagonisti di questo post sono i bambini nepalesi ed indiani, incontrati durante quel meraviglioso viaggio. Chiunque abbia viaggiato in Asia ritroverà in questo video l&#8217;allegria che ti accoglie ad ogni nuovo villagio, ad ogni nuova tappa. Questa gioia di vivere squassante e fragorosa ha un protagonista assoluto: i bambini. Che hanno il grosso vantaggio, rispetto a noi &#8220;grandi&#8221; , di non farsi troppe domande su passato e futuro e pensano solo a che gioco si possa inventare in quel dato momento.  In particolare vi consiglio vivamente di finire il video. Alla fine infatti troverete delle bimbe magnifiche con cui ho passato una &#8220;serata&#8221; indimenticabile a quasi 3000m di altezza, nel mezzo dell&#8217;Himalaya. In tutti questi anni, la semplicità e lo stupore nei loro occhi nel vedersi nella macchina fotografica e le loro risa sguaiate come potete immaginare mi sono sempre rimaste, nel cuore. Buona visione:</p>
<p>[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=0YHxglZ_1p4[/youtube]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Già che siamo in tema vi rimando anche un&#8217;altro video dedicato ai bimbi. Questa volta thailandesi con cui ho passato praticamente un anno della mia vita: i meravigliosi bimbi di Moobandek. Evviva il presente! Evviva i bambini!</p>
<p>[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Hk8ba9rolu4[/youtube]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Che siano nelle montagne più alte o nelle giungle più sperdute o più semplicemente nel&#8217;appartamento del vicino, cerchiamo di apprezzare la gaiezza dei bambini; la semplicità trascinante dei pupi è, forse, la nostra unica speranza. Se imparassimo solo da loro invece di pretendere di insegnar loro qualcosa potrebbe essere il migliore dei programmi politici:)</p>
<p>un abbraccio da trekking alps! Buon week end!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La libertà di non essere liberi</title>
		<link>https://www.trekking-alpi.it/blog/la-liberta-di-non-essere-liberi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Cayre]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jul 2012 10:56:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Menti erranti]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[menti erranti]]></category>
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					<description><![CDATA[Esco dal seminato montano per raccontarvi delle mie sensazioni a 4 mesi dal mio rientro in Italia. In particolare per tutto ciò che non è stato Montagna e Natura ma il re-incontro con la società occidentale. Sono tanti gli aspetti che differenziano l&#8217;oriente dall&#8217;occidente; quello che più mi ha investito è il ritmo di vita. ... <a title="La libertà di non essere liberi" class="read-more" href="https://www.trekking-alpi.it/blog/la-liberta-di-non-essere-liberi/" aria-label="More on La libertà di non essere liberi">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Esco dal seminato montano per raccontarvi delle mie sensazioni a 4 mesi dal mio rientro in Italia. In particolare per tutto ciò che non è stato Montagna e Natura ma il re-incontro con la società occidentale. Sono tanti gli aspetti che differenziano l&#8217;oriente dall&#8217;occidente; quello che più mi ha investito è il <strong>ritmo di vita</strong>.</p>
<p>Ciò che più mi manca della Thailandia è l&#8217;armonia e la pace che esiste tra gli esseri umani. La voglia di ridere, di scherzare al di là di tutto.</p>
<p>Questa <strong>leggerezza</strong> credo nasca da ciò che noi occidentali brandiamo come spada del Bene e diritto fondamentale: la <strong>libertà</strong>.<br />
La libertà qui è a portata di tutti. Il problema della &#8220;nostra&#8221; libertà è che rimane soggetta ad un grande supervisore: il denaro. Si misura. Si può sempre accrescere. La libertà si brama, si suda e si compra. La possibilità di avere sempre più libertà è la carota posta davanti a un cane che gira intorno a se stesso sempre più veloce.</p>
<p>Questa pretesa di libertà ha una conseguenza diretta: <strong>la folle pretesa di controllare la propria vita</strong>. Questa illusione provoca frustrazione e angoscia.</p>
<p>Qui spesso sento di perdere il contatto con la realtà. Giorno dopo giorno. Ciò che occupa la mia testa sono i problemi, la risoluzione dei problemi e le voglie latenti infinite che mi occupano, posto come sono di fronte ad infite possibilità. Tutto è posto all&#8217;attento vaglio della scelta e spesso queste possibilità, invece che appagarmi, accrescono le mie insicurezze. Spesso mi sento spaesato e in difficoltà nella scelta, sempre con il dubbio che la scelta migliore mi sarà chiara appena dopo aver scelto un&#8217;altra opzione. I thailandesi non avevano grandi scelte da fare nella vita. Proprio per questo riuscivano a godersela. Perchè il senso della vita non sta nella possibilità di fare quello che si vuole.</p>
<p>E&#8217; raro sentirsi appagati in una società che stimola il confronto così tanto come la nostra. Una <strong>società</strong> dove accontentarsi sembra esser peccato e dove prevalere è fondamentale per sopravvivere. Dove primeggiare significa lottare e vincere contro altri e non godere del proprio esistere, al di là delle difficoltà.</p>
<p>La libertà non esiste in occidente come in oriente. Libero è chi capisce di esser vivo. Questa ovvietà trovo sia spesso dimenticata nel nostro tram tram quotidiano, con conseguenze disastrose per la nostra umanissima natura, bistrattata e venduta per due infami denari. Eppure l&#8217;insegnamento l&#8217;avremmo anche ricevuto.</p>
<p>Segue un video che forse spiega meglio di qualsiasi discorso cosa mi manca della vita thai.</p>
<p>[youtube]Hk8ba9rolu4[/youtube]</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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